Eccoci arrivati ad analizzare in regime di politologia light
la brochure con relativo programma della lista del sindaco uscente di Pergine V.no,
l’ing. Simona Neri, oggi candidata per il neonato macrocomune in quota PD1.
Simbolo “rassicurante”
Partiamo come nel caso di Futuro Comune dal simbolo. La pars superior vede su sfondo latamente azzurro
chiaro con tonalità di verde la dizione “Simona Neri sindaco” e subito sotto in
color terra chiaro una stilizzazione di paese dalla quale si può riconoscere soltanto
il campanile di Laterina. La pars inferior vede a caratteri cubitali il
termine “UNITI” e subito sotto “per Laterina-Pergine”. Il rosso caldo di “Uniti”
e di “per” non è solo dettato da ragioni di contrasto e armonia cromatica, ma richiama
in allusione la dimensione di sinistra riformista e liberal della lista, seppur
spacciantesi per “civica”. Rispetto a quello di Futuro Comune, nel quale la matrice
berlusconiana è assai evidente, qui i collaboratori della Neri hanno mimetizzato
il sostrato partitico in modo più efficace, ma non sufficiente per una piena dissimulatio.
Unità, inizio, ma non tabula rasa.
Passiamo a studiare il frontespizio del programma, in quanto
chiave di lettura dello stesso.
Che il PD renziano abbia almeno un debito di marketing politico-elettorale
nei confronti del berlusconismo è lampante
anche dal suddetto frontespizio, gran parte del quale è formato dal faccione sorridente
della Neri con un sorriso super withe dal forte valore simbolico2. Sotto
troviamo scritto: «Inizia
una nuova storia. Scriviamola insieme».
E
poi sulla destra il simbolo di lista testé descritto.
Cosa ci vuol dire tutto ciò? Gli errori disastrosi, compiuti
dalla Neri, nelle dichiarazioni del dopo-referendum, che la rendevano nell’immediato
non sicuramente ricandidabile,dovevano essere risanati. I suoi managers di campagna
elettorale dovevano dare della stessa una immagine maternamente rassicurante e aperta
al confronto. Una strategia elettorale assolutamente condivisibile nel caso della
candidata Neri. Il primo dato tranquillizzante sono i denti super bianchi; il secondo,
invece, la montatura degli occhiali3, che la presentano come l’amica
della porta accanto, competente ma non saccente. L’orecchino sinistro visibile,
poi,conferisce all’icona Neri uno charme nazional-popolare.
La finalità pre-politica che promana già da questo incipit
è la volontà di Unire, di superare gli stecchati di partito e di area politica,
ma non partendo da zero. Nessuna tabula rasa. E ciò è ovvio, perché la lista Neri
è de facto quella che rappresenta gli
interessi delle tue liste politiche uscenti. L’innovazione deve passare anche attraverso
la recente tradizione di governo amministrativo, che va ripresa e non azzerata.
Di qui il “nuova storia”.
Il programma più ampio di tutti.
IL programma elettorale che la lista Neri ha distribuito a
noi cittadini nelle ultime settimane è il più ampio e dettagliato per numero di
pagine (18-20) e per struttura interna4.
Ogni punto programmatico vede un titulus in azzurro medio. Un corpo di testo di media ampiezza, coronato
da una sezione in grassetto coloro rosso, atta a condensare il tema stesso e per
finire una suddivisione per punti dell’argomento trattato. Da filologo e studioso
della lingua, posso affermare che questo sia il miglior modo di esporre, sebbene non manchino
non solo refusi e inversioni di lettere, ma anche sospensioni sintattiche e anacoluti,
che rendono a tratti il pensiero meno linearmente intelligibile5.
Aperti a quale futuro?
Non potendo in questa sede prendere in considerazione tutti
i punti del programma, ci limiteremo all’introduzione, sita a p.2
Titolo: “Aperti al futuro”. L’immagine –se non vado errato-
dovrebbe essere della parte finale del corso di Laterina che guarda verso piazza
della Pieve. Un portone che si apre verso una strada…vuol rendere bene l’idea del
procedere avanti. Ma come lo vuole il nuovo comune la candidata Neri? «accogliente, attrattivo, inclusivo». Questa
terna è emblematica di un modo e un mondo politico specifico. Qui la dissimulatio
è ben riuscita. Ma non del tutto ad un occhio allenato alla semantica e stilistica
elettoralistiche.
“Accogliente”. Come e chi il nuovo comune deve
accogliere? Integrare i migranti, presenti in modo sempre più visibile anche nelle
nostre strade? Giustissimo. Ma in che modo? E poi l’accoglienza non deve rivolgersi
pure a quei cittadini di antica residenza che sono stati per decenni a causa di una “guerra civile fredda” esclusi dalle decisionalità
amministrative?
“Attrattivo”. Vox aequivoca che può dire tutto e il suo contrario. Attrattivo per
i turisti? Lo sembrerebbe, state la pars finale dell’introduzione, dove si legge:
«Abbiamo la forza e l’entusiasmo per rilanciare
il nostro territorio […] per competere con le altre località turistiche limitrofe», ma l’attrattività di un luogo è poliedrica
e poligenetica, non nasce solo da istanze economico-sociali, ma pure antropologico-identitarie.
Bisogna attrarre anche i cittadini locali e non soltanto per «diffondere benessere» in un’accezione mercantilisto-crematistica,
ma soprattutto come comunità compatta e unita dal valori extra-economici e latamente
spirituali, in previsione del rimbalzo globalistico-uniformatore, quale conseguenza
principe della fusione delle due storiche realtà comunali. Ovviamente tutto ciò
la Neri e i suoi
non possono affermarlo e neppure difenderlo, visto che sono i primi paladini della
suddetta sciagurata fusione.
“Inclusivo”. Parola-talismano, tipica della neolingua
e finalizzata ad un proficuo trasbordo ideologico, come direbbe un mio maestro in
controrivoluzione6.
Cosa, chi e come si deve includere? E poi l’inclusività- e
questo vale in generale- non è che un modo “gentile” e “indolore” per azzerare le
differenze sociali e culturali? Non si tratta mutatis mutandis della riproposizione in termini da restyling posticcio
di vecchi errori rivoluzionari, che spacciano per uguaglianza sociale sacrosanta,
un egualitarismo livellatore e oclocratico, che poi per reazione produce- come in
passato è già avvenuto- la follia del liberismo estremo e del darwinismo sociale
dei vari Marchionne & C, la cui santificazione post-mortem non cancella operazioni
di macelleria sociale che sono ormai agli atti della Storia? Le parole hanno un
peso enorme, ma ancor più lo ha la loro interpretazione, qualora esse si mostrino
anfibologicamente non chiare. In altri termini, non è “diviso” definirsi “inclusivi”?
Comunità, identità: come declinarli?
Da una prima lettura si è potuto notare che il programma della
Neri, in molti suoi punti, evoca e richiama i concetti
di comunità e identità. Le occorrenze dei suddetti termini, comprensive
delle loro varianti aggettivali, rendono testimonianza di uno sforzo concettuale
e filosofico-politico apprezzabile, benché – come avremo modo di vedere in futuro7-
spostato soprattutto a valle dei problemi, senza una chiara pianificazione a monte
degli stessi. Certo colpisce che un suddetta operazione debba compierla- o tentar
di farlo- una lista di sinistra riformista8.
Candidati consiglieri: Quanto pesa il fattore S come Sordini?
Sia nel foglietto a sé che nel finale della brochure si presentano
in elenco i nomi dei candidati consiglieri. Non so se si tratti di risparmio economico
sulla spesa del materiale elettorale o di una strategia precisa, ma, rispetto alla
lista Bellezza, dove i volti dei candidati consiglieri erano più volte e in vari
formati esibiti, qui si opta per una soluzione aniconica.
A rendere interessante la squadra di governo della Neri, inoltre,
vi è un nome dal notevole peso politico-elettorale. Si tratta, infatti, dell’architetto
Andrea Sordini. Professionista serio e preparato, persona solare e disponibile,
cattolico equilibrato e dal forte sentire ecclesiale, l’arch Sordini è un
jolly fondamentale per il bonum proelium della Neri. E’ vero che
Bellezza risponde con Ilaria Ghinazzi, la primogenita del cantante Pupo,
ma Sordini ha un peso maggiore. Politico locale navigato, ha più volte partecipato
a liste civiche contrarie ai governi comunali di sinistra, pure anche con il dott.
Bellezza. Orbene, se in sede di polemica elettorale, questo passaggio può essere
speso dagli avversari della Neri, quale prova-principe di trasformismo politico
e di consociativismo tra le due liste maggiori- tesi, del resto, non del tutto peregrina-;
agli occhi dell’elettorato moderato che farà la differenza domenica 29, lo spostamento di
Sordini evoca sentimenti non del tutto negativi. Dai nostri referenti
in tutte le frazioni del macrocomune in questi mesi abbiamo raccolto rilevazioni
di media attendibilità. Ebbene, senza tediarvi con dati percentuali che mutano moltissimo
in questi giorni, possiamo asserire con certezza che a mantenere in pista la lista Neri è stato proprio il nome di Sordini.
E pure- questo non ce l’aspettavamo- in altre zone, oltre il suo paese Ponticino.
A testimonianza del ruolo di primo piano che ha nelle nostre comunità lo stesso
arch. Sordini. Comunque termini la disfida elettorale, non si può negare che l’inserimento
in lista di Sordini si è dimostrata una carta vincente.
Veramente un work in progress?

A conclusione del programma troviamo scritto: «Questo è il programma per obiettivi prioritari,
un programma flessibile che sottoponiamo ai cittadini di Laterina Pergine Valdarno.
E’ concreto ma non esaustivo e si apre ad integrazioni, precisazioni, aggiornamenti
e nuovi temi che potrebbero nascere col confronto continuo sul territorio. Dobbiamo
tutti insieme lavorare per un Comune Bello, Efficiente, Sostenibile e Sicuro. Una
sfida che ci chiama tutti in gioco e ci vede tutti protagonisti, uniti. Si può». Cosa dire se non che si tratta della carica
finale motivazionale che compendia alcuni leit-motiv del programma: unione di tutti
per il bene della comunità; ottimismo per il futuro; modestia e volontà di ascolto.
Proprio su quest’ultimo punto credo di potere inserire alcune glosse. L’idea del
programma “aperto” e “in evoluzione”, quantunque non appaia realistica, infonde
nell’elettore l’idea di contare qualcosa e per
consequens di assaporare una qualche forma di “democrazia diretta” per conto
terzi. Noto, altresì, la trovata-voluta, o mera meccanicizzazione linguistica?-
della cinquina di termini in maiuscolo («Comune
Bello, Efficiente, Sostenibile e Sicuro»),
atti
a rafforzare lo slancio fiduciario
nell’emittente del messaggio, ,ossia la lista Neri. Trovata semiotica prima che
politica di notevole efficacia9.
Punti di forza e di debolezza.
Come nel caso della lista Bellezza, terminiamo con i punti
di forza e quelli di debolezza della lista Neri.
Uno lo abbiamo già analizzato ed è il fattore S. Il secondo
è la caparbietà con cui l’ing. Neri, in un frangente politico generale a lei sfavorevole, si è messa in gioco. Sembra un
dato meramente emozionale, ma in tempi di società liquide, pure l’evocazione di
certi stati d’animo conta nella cabina elettorale.
Ma un altro punto di forza è l’ammirevole costanza con cui
i suoi collaboratori si sono spesi in una campagna elettorale porta a porta. Mi
ricordo, ad esempio, della candidata consigliere Graziana Perini, che pur, sapendo
probabilmente come la pensavo, è venuta a consegnarmi ed espormi il programma elettorale. Ed era una domenica pomeriggio.
Le altre liste, stante le nostre rilevazioni e stime, non hanno avuto luogotenenti
altrettanto zelanti.
I punti di debolezza sono più facilmente rilevabili. In primo
luogo, la fase di bassissima marea del PD, di cui la Neri è suo malgrado vessillifera,
la non brillante esperienza di governo comunale da cui è uscita e la scarsa formazione
politica che l’ing. Neri possiede10.
Come finirà? E’ già matematica la vittoria di Bellezza domenica
prossima o la Neri sarà un Trump di segno opposto, vincendo a sorpresa? Lo scopriremo
nella notte tra il 29 e il 30.
Saluti.
Francesco Baldini
Note:
[1]: La lista si presenta ovviamente come civica, ma è
evidente la sua dipendenza dal PD e aree politiche affini
[2]: E’ stato più volte notato e in vario modo
interpretato il ruolo simbolico che ha nell’immaginario collettivo post-moderno
il sorriso aperto con denti bianchissimi. L’uomo comune vi vede di elementi di
stabilizzazione: i denti ben struttura gli danno senso di sicurezza e di forza,
mentre il loro biancor richiama per sinestesia un profumo di pulito e di
conseguenza di moralità pubblica. Sembrano stupidaggini, ma a latitudini
geografiche diverse e in periodi che fanno dalla metà degli anni 90 del XX
secolo ad oggi, certi escamotage hanno fruttato a chi li ha usati non poche
soddisfazioni elettorali e politiche
[3]: Che la presenza degli occhiali fornisca al candidato
un’aura di autorevolezza è indubbio. Ma
gli strateghi di campagna elettorale sanno benissimo che ad ogni candidato va
associata la montatura adatta. In caso contrario, si produrrebbero più danni
che benefici.
[4]: Voglio subito bloccare un’obiezione che so aleggiare
ormai nelle menti di molti che stanno leggendo questo mio articolo. Gli
apprezzamenti formali sul progetto della Neri, come su quelli degli altri
candidati, non sono sic et simpliciter un endorsement politico, ma vogliono
sviscerare il suddetto dato come base di partenza per una comprensione migliore
dei fatti politici. La politologia light o a base filologico-linguistica,
rispetto a quella tradizionale, d’impianto filosofico-ideologico, dà preminenza
ai dati accidentali dell’integumentum stilistico-formale a detrimento di quelli
sostanziali di matrice ideologica. Non perché questi ultimi non abbiamo alcun
valore, ma perché la loro piena comprensione e classificazione non può non
passare per uno preventivo scandaglio semiotico-formale.
[5]: Senza dubbio più digeribili sono i refusi di stampa,
mentre gli anacoluti hanno una maggiore opacità stilistica. In altre parole,
sono cercati o involontari?
[6]: Cfr:
Plinio Corrêa de Oliveira, Trasbordo ideologico inavvertito e dialogo. Note sulla
guerra psicologica contro i cattolici, Napoli, Il Giglio, 2012
[7]: Sicuramente dopo la tornata elettorale
del 29 luglio p.v. riprenderemo in esame sia la dimensione
comunitario-identitaria così come si presenta nel programma della Neri, sia in
un quadro di comparazione sinottica le proposte culturali delle tre liste.
[8]: E qui si mostra un altro limite e un'altra
occasione perduta della proposta di Futuro Comune che, per ragioni d’appartenenza
politica, doveva dedicare di più al tema dell’identità e della cultura
alternativa e comunitaria. Che delusione!
[9]: Nella costruzione di un messaggio anche
l’uso o il non uso un un grafema o di un altro espediente grammaticale possono
avere esiti opposti. Si pensi alla vexata quaestio dell’uso eccessivo del
virgolettato come segno di debolezza di pensiero, o, all’opposto, il profluvio
di maiuscole come simbolo di machismo concettuale e mentale.
[10]: Solo la Neri ha scarsa formazione
politica? Non credo. Pure il dott. Bellezza, farmacista di altissimo valore,
pur avendo notevole esperienza politica, non ha una SOLIDA FORMAZIONE POLITICA,
che si acquisisce non attraverso l’idolatria pragmatico-qualunquistica del mito
della “Società civile” rispetto ai fannulloni del professionismo politico, che
tanto ha giovato e poi nuociuto allo pseudo-populismo tecnocratico-globalista
di un Berlusconi, amico di Monti e di Marchionne. Ma su questo tema delicato
avrò modo di tornarci in questo blog.
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