Premessa:
Mi dovrò assentare qualche giorno, per cui preferisco
mettere due pensieri per iscritto sull’oggi politico internazionale e sui suoi
riflessi provincialotti nella landa sperduta, un tempo chiamata Italia.
Oggi ci saranno negli Usa le elezioni di Medio Termine che
rinnovano la Camera bassa e una parte del Senato. Ad oggi il GOP, partito del
presidente Trump, ha la maggioranza in entrambi i rami del parlamento federale.
La tradizione elettorale vuole che il partito del presidente in carica “perda”
le elezioni di metà mandato. E’ successo quasi sempre così (un’eccezione
recente il 2002 sotto Bush II). Quindi, la cabala ci dice che l’Asinello
demonio-cratico potrebbe avere la maggioranza in Camera dei rappresentanti e forse
pure in Senato.
E allora? Il ventre
profondo d’America, donde viene sempre il meglio di quella martoriata nazione,
non farà caso a tutto questo, sebbene entrambi gli schieramenti stiano
giustamente dando fondo alle loro energie per portare al voto più elettori
possibili.
Cosa succederà, invece, in Italia, dove tutti i politici, i
giornalisti, gli intellettualoidi e pallosi opinionisti, dovrebbero raccontare
un Paese alla deriva che cerca di risalire la china, e invece studiano e
elezioni USA?
Se avete pazienza, cercherò di dirvelo in poche battute.
Opzione A: Trump
perde le elezioni
Se Il GOP perde le elezioni, aspettiamoci baccanali di
almeno una decade. Zombie politici del PD che gridano alla morte del sovranismo;
Moscovici e i boiardi euro-globalisti
che si masturbano in diretta per la contentezza; giornalisti in pose
orgiastico-viriloidi dalla Annunziata a Mentana, dalla Merlino a Formigli…urla,
ululati, gemiti di piacere…neppure Rocco Siffredi potrebbe tanto.
Ma se, come tradizione vuole, il partito del presidente in
carica perde, il paradigma incarnato dal presidente perde? Fesseria provinciale
da repubblica di pilato quale noi siamo.
E c’è pure il rischio che alcuni “sovranisti” nostrani, saliti
a suo tempo sul carro del vincitore, come è usanza italiota, ne scendano, gridando
al ritorno del centrismo europeista.
Un quadro patetico e grottesco ormai collaudato
Opzione B: Trump
vince le elezioni.
Percentualmente assai modesta, esiste anche la possibilità
che il GOP mantenga la maggioranza del Congresso. In questo caso, le parti s’invertono.
I “sovranisti”de ‘noialtri si gasano a mille, lanciando
profezie apocalittiche sulla fine irreversibile del progressismo (magari…ma non
è così); mentre i liberals gridano, si stracciano le vesti, si cospargono di
cenere. Solita pantomina che non serve a niente.
Opzione C: Pareggio
In questo caso, i Dem prendono la Camera bassa e il GOP si tiene
d’un soffio il Senato. L’italietta italiota anche in questa situazione darà il
peggio di sé. Tutti, infatti, si attribuiranno la vittoria. Nessuno farà un
tagliando politico alla sua parte e continuerà questa eterna e babelica
commedia dell’arte che è la politica post-1945.
Amen.
Conclusione:
E’ singolare che uno come il sottoscritto che in gioventù si
appassionava alle elezioni americane, quando le comunicazioni dei dati era
molto più difficile averne in tempo reale, dal 2008 si sia eclissato da questo “sport”
per dedicarsi ad un approccio alla Politica più profondo, meno contingente e
superficiale. In modo inversamente proporzionale alla corsa all’elettoralismo
made in USA, che, invece, ha contagiato la presunta classe dirigente, con un’attenzione
eccessiva, eccentrica e dislessica verso certi eventi della politica americana.
Le cause sono molteplici, ma il risultato è la traslatio del frontismo nostrano
in terra americana. Ossia la polarizzazione “apocalittica” delle competizioni
elettorali, quasi ognuna di loro fosse un Armagheddon.
Il tutto serve – come è servito da noi in Italia- quale arma
di distrazione di massa per non far riflettere gli americani sui reali problemi
del loro Paese, che non sono Trump o i diritti (in)civili, ma ben più possenti
minacce.
Da conservatore vandeano e sanfedista, invito a votare i
candidati che rispondano a determinati requisiti e poi…Dio Benedica l’America!
E Cristo re la governi, detronizzando la Setta massonica!
Francesco Baldini





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