venerdì 13 aprile 2018

Il sistema “Erasmus”, l’uomo vacuus e la globalizzazione capitalistico-cognitiva.


A proposito dell’ultima fatica editoriale di Paolo Borgognone.
Apprendo dalla rubrica “Tic e Tabù” del Borghese, curata da Giovanni Sessa1, l’uscita dell’ultimo libro di Paolo Borgognone, dal titolo efficacissimo «Generazione Erasmus. L’uomo “vacuus” e disponibile dei nostri giorni»2.

            Il professor Borgognone, in maniera analoga sebbene non identica a Diego Fusaro, contesta la “globalizzazione” turbo capitalistica, partendo da una prospettiva hegelo-marxista, riconducibile alla scuola torinese di Costanza Preve.
Che cos’è la Generazione Erasmus? I giovani, spediti in giro per l’Europa con la scusa dell’apprendimento delle lingue straniere3, ma di fatto per creare un nuovo typus antropologico sradicato e senza memoria, ottima manovalanza culturale per il capitalismo cognitivo-finanziario. Un processo di sradicamento che è parallelo a quello dei poveri del Terzo Mondo, che vengono con le medesime illusioni, benché declinate in mondo diverso, trapiantati forzosamente nelle nostre città e nazioni, sì da formare il futuro sottoproletariato filoglobalista, anonimo e gaimente sfruttato.
            Sono, infatti, la gaiezza di costumi morali e la vacuità di riferimenti ideologico-culturali i tratti salienti dell’homo erasmiano. Un processo, quest’ultimo, preparato da decenni di scolarizzazione deculturalizzante, in cui la, anzi le, pedagogie rivoluzionarie, veicolando il liberal-libertarismo morale da un lato e il liberismo economico-sociale dall’altro, hanno preparato due generazioni di persone, i millennilals e gli z generation, quali carne di cannone per un progetto di schiavizzazione universale, in cui strettissime élites dominano sia economicamente che culturalmente, masse de-umanizzate di automi consumatori.
«La definitiva cancellazione della figura del Padre, simbolo della Legge, ha reso incapaci i nostri adolescenti di progettare il futuro e li ha resi imbelli di fronte all’eterno presente del consumo»4. Da tutto ciò deriva un nomadismo spirituale ed esistenziale, una vacuità che li rende disponibili e permeabili ai diktat del globalisticamente corretto, complice un sistema mediatico quasi completamente allineato se non venduto al Sistema-Potere.
Tale nomadismo, come si è già detto, ha una molteplice applicazione: è spaziale nella circolazione delle masse robotizzate che attraversano il pianeta senza mettere radici e senza arricchire il proprio io; è esistenziale nella riduzione nichilistica del carpe diem a Life is now, fluida nei sentimenti, nelle idealità politiche, nelle opzioni etico-religiose. L’uomo erasminao, de-virilizzato e asessuato, è in perenne ricerca di soddisfacimenti effimeri e temporanei, è ridotto a “merce di merce”, a carne anonima da scambiare.
E qui, Borgognone lancia la sua accusa alle forze della sinistra che a partire dagli anni Sessanta del XX secolo hanno rinunciato alla difesa dei diritti dei lavoratori, alle esigenze del popolo per farsi corifee di minoranze radical-chic e dei loro capricci sessuali ed economici.
E’ illuminante in proposito, l’esempio addotto della Movida madrilena , che annovera tra i suoi intellettuali di riferimento personaggi quali Joachin Sabina e Pedro Almodòvar, come strategia di lungo periodo per portare alla morte per asfissia una tradizione e una cultura quale quella spagnola che nello zapaterismo politico ha visto solo una fase di applicazione pratica di principi stabiliti altrove.

L’involuzione radical-regressista delle sinistre post-ideologiche sposta la lotta politica dalla dicotomia destra-sinistra a quella sovranista-globalista.
«Borgognone invita la destra di Tradizione ad abbandonare il pregiudizio anticomunista e antisovietico […] al fine di costruire un blocco euroasiatico in funzione antiatlantica»5  
E qui sta il nostro interesse di Destra dei Valori, neovandeana e sanfedista. Se è vero che all’eventuale caduta del veto anti-rossi, vada accompagnata da parte delle sinistre antisistema la fine  del “comodo alibi antifascista”6, non va, tuttavia, dimenticata una parte importante per storia e tradizione del mondo della Destra.
Sto parlando, ovviamente, della destra controrivoluzionaria e tradizionalista di matrice cattolica, e non solo. Il richiamo alla “destra di Tradizione” nella sola variante neopagana ed neo-evoliana per contrastare il mostro globali sta è palesemente insufficiente per un “Ritorno all’Ordine” cui anelano forze diverse e plurali, ma tutte accomunate dalla lotta contro la mercificazione moderna e post-moderna dell’umano manipolato e sfruttato. I pregiudizi anticattolici di certa destra antimonderna evoliana impediscono il compattarsi ulteriore delle forze antisistema, come l’adesione di parti del mondo tradizionalista acattolico alla filosofia umanitaria del massonismo speculativo nelle sue diverse accezioni rende inefficace e alla lunga inutile la buona battaglia contro il globalismo.

Ci sembra assente, in altre parole, nello studio di Borgognone come nei suoi recensori neo-evolinai il “fattore Cristo Re” come compagno di viaggio e opzione dirimente del problema dibattuto. All’homo vacuus erasmiano non va contrapposto un vago eroe superoministico e aristocraticamente posto a cavalcare la tigre. Soluzione affascinante ma assai poco produttiva. Sta nel ritorno in toto a quell’universo di valori, tradizioni, consuetudini    che suolesi dire Civiltà cristiana, in cui il sostrato pagano e barbarico, nonché romano-imperiale, sanno trovare la loro perfetta collocazione e rendersi sinergicamente funzionali alla Reconquista di un mondo e di società altrimenti votate all’estinzione. 


F.B


Note:
[1] «Generazione Erasmus». L’uomo «vacuus» e disponibile dei nostri giorni in «Il Borghese», a.XVIII, n.3(marzo2018), pp.53-54
[3]: Si tratta veramente di una banalissima scusa, visto che poi I suddetti giovani “erasmiani”, tornati dal loro girovagare globalista non padroneggiano poi tanto quelle stesse lingue che sono andati ad imparare all’estero.
[4]: «Generazione Erasmus»…cit, p.54
[5]: Ibidem
[6]: Ibidem


                      © Riproduzione riservata