martedì 6 novembre 2018

Comunque vada, faremo schifo


Premessa:
Mi dovrò assentare qualche giorno, per cui preferisco mettere due pensieri per iscritto sull’oggi politico internazionale e sui suoi riflessi provincialotti nella landa sperduta, un tempo chiamata Italia.
Oggi ci saranno negli Usa le elezioni di Medio Termine che rinnovano la Camera bassa e una parte del Senato. Ad oggi il GOP, partito del presidente Trump, ha la maggioranza in entrambi i rami del parlamento federale. La tradizione elettorale vuole che il partito del presidente in carica “perda” le elezioni di metà mandato. E’ successo quasi sempre così (un’eccezione recente il 2002 sotto Bush II). Quindi, la cabala ci dice che l’Asinello demonio-cratico potrebbe avere la maggioranza in Camera dei rappresentanti e forse pure in Senato.
E allora?  Il ventre profondo d’America, donde viene sempre il meglio di quella martoriata nazione, non farà caso a tutto questo, sebbene entrambi gli schieramenti stiano giustamente dando fondo alle loro energie per portare al voto più elettori possibili.
Cosa succederà, invece, in Italia, dove tutti i politici, i giornalisti, gli intellettualoidi e pallosi opinionisti, dovrebbero raccontare un Paese alla deriva che cerca di risalire la china, e invece studiano e elezioni USA?
Se avete pazienza, cercherò di dirvelo in poche battute.

Opzione A: Trump perde le elezioni

Se Il GOP perde le elezioni, aspettiamoci baccanali di almeno una decade. Zombie politici del PD che gridano alla morte del sovranismo;  Moscovici e i boiardi euro-globalisti che si masturbano in diretta per la contentezza; giornalisti in pose orgiastico-viriloidi dalla Annunziata a Mentana, dalla Merlino a Formigli…urla, ululati, gemiti di piacere…neppure Rocco Siffredi potrebbe tanto.
Ma se, come tradizione vuole, il partito del presidente in carica perde, il paradigma incarnato dal presidente perde? Fesseria provinciale da repubblica di pilato quale noi  siamo.
E c’è pure il rischio che alcuni “sovranisti” nostrani, saliti a suo tempo sul carro del vincitore, come è usanza italiota, ne scendano, gridando al ritorno del centrismo europeista.
Un quadro patetico e grottesco ormai collaudato
Opzione B: Trump vince le elezioni.
Percentualmente assai modesta, esiste anche la possibilità che il GOP mantenga la maggioranza del Congresso. In questo caso, le parti s’invertono.
I “sovranisti”de ‘noialtri si gasano a mille, lanciando profezie apocalittiche sulla fine irreversibile del progressismo (magari…ma non è così); mentre i liberals gridano, si stracciano le vesti, si cospargono di cenere. Solita pantomina che non serve a niente.
Opzione C: Pareggio
In questo caso, i Dem prendono la Camera bassa e il GOP si tiene d’un soffio il Senato. L’italietta italiota anche in questa situazione darà il peggio di sé. Tutti, infatti, si attribuiranno la vittoria. Nessuno farà un tagliando politico alla sua parte e continuerà questa eterna e babelica commedia dell’arte che è la politica post-1945.
Amen.

Conclusione:
E’ singolare che uno come il sottoscritto che in gioventù si appassionava alle elezioni americane, quando le comunicazioni dei dati era molto più difficile averne in tempo reale, dal 2008 si sia eclissato da questo “sport” per dedicarsi ad un approccio alla Politica più profondo, meno contingente e superficiale. In modo inversamente proporzionale alla corsa all’elettoralismo made in USA, che, invece, ha contagiato  la presunta classe dirigente, con un’attenzione eccessiva, eccentrica e dislessica verso certi eventi della politica americana. Le cause sono molteplici, ma il risultato è la traslatio del frontismo nostrano in terra americana. Ossia la polarizzazione “apocalittica” delle competizioni elettorali, quasi ognuna di loro fosse un Armagheddon.
Il tutto serve – come è servito da noi in Italia- quale arma di distrazione di massa per non far riflettere gli americani sui reali problemi del loro Paese, che non sono Trump o i diritti (in)civili, ma ben più possenti minacce.
Da conservatore vandeano e sanfedista, invito a votare i candidati che rispondano a determinati requisiti e poi…Dio Benedica l’America! E Cristo re la governi, detronizzando la Setta massonica!

Francesco Baldini